Mi definisco felice perché amo follemente il mio lavoro, che considero un terzo figlio. Sì, terzo: sono bismamma.
Amo comprendere i segnali che mandano i piccoli e aiutarvi a comprenderli, perché il loro linguaggio non è sempre immediato per noi adulti. Entro nelle vostre case in punta di piedi, per non scompigliare il vostro equilibrio, supportandovi senza giudizio.
Tutto è cambiato quando sono diventata madre: la maternità, la mia e quella delle altre donne, è diventata il motore della mia vita. Da lì il babywearing, poi la puericultura, poi il sonno. E non ho mai smesso di studiare: allattamento, reflusso, pianto del neonato.
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